venerdì 28 luglio 2017

I turni dei miei figli

D'estate ripasso mentalmente l'anno scolastico già concluso. Le pagelle erano molto belle ma il resto? Come sono cambiati i nostri figli...e anche i rapporti tra di loro. Hanno esigenze diverse. Fra qualche settimana anche Anna andrà alle medie. Cosa bisognerà cambiare da settembre? Delle cose materiali le ragazze hanno chiesto due piccoli scaffali per la loro camera, visto che a casa nostra i libri aumentano sempre di più. Abbiamo fatto un salto all'Ikea, acquistato i mobili e tutti e 3 i figli hanno partecipato attivamente nella montatura. Non abbiamo ancora parlato delle attività extrascolastiche dell'anno scolastico nuovo, è presto.
In famiglia si sente spesso il vento che porta qualcosa di nuovo. In famiglia ci sono anche i punti fermi, i riti, le usanze trasmesse a noi dai genitori oppure elaborate da noi al contrario di quello che facevano i nostri genitori o i nonni.
A casa nostra ci sono i turni. Suona strano? Io sono la più grande di tre figli e con i miei fratelli litigavo spesso. Mi ricordo benissimo quando mia mamma ci chiedeva un favore, uno guardava sempre l'altro e trovavamo sempre mille scuse per non portare via la spazzatura o dare l'aspirapolvere. A un certo punto mia mamma ha introdotto i turni settimanali per alcune faccende domestiche per i suoi tre figli. Secondo me aveva ragione. A casa Rasponi  i turni riguardano la tavola (apparecchiare e sparecchiare) e i servizi per gli animali. L'elenco di turni è stato preparato e stampato da Ewa ed è appeso sul frigo, in bella vista. E' vero che a volte mi tocca cercare l'incaricato che si è dimenticato del proprio turno ma in generale non c'è male. Per altri lavori domestici non ci sono turni., le ragazze sempre più spesso (non so quanto durerà, forse è una fase transitoria di quest'estate) mi chiedono se possono fare qualcosa per me, nel senso di stendere o raccogliere i panni che non finiscono mai i una famiglia di 5 persone, etc. Filippo aiuta volentieri in tutto, pur di vedere il sorriso della mamma, ed è ancora piccolo. A volte però, con tutta la sincerità dice che non ne ha voglia neanche lui di aiutarmi.
A tutte queste cose ho pensato leggendo l'articolo di Lara Crinò sul "Venerdì" del 14 luglio intitolato "Riordinare fa bene, insegnatelo ai bambini".  Da una parte c'è l'educatrice giapponese Nagisa Tatsumi, dall'altra parte gli psicologi e gli psichiatri italiani Alberto Pellai, Domenico Barillà e Luigi Cancrini (conosco i libri solo di Pellai). Devo ammettere che senza saperlo, ho seguito fino adesso il modello giapponese, con qualche modifica. In poche parole, anch'io insegnavo i figli che tenere gli spazi comuni in ordine vuol dire il rispetto per gli altri e piano piano insegnavo loro come fare...Quando erano piccolini fornivo loro i contenitori  per vari oggetti ma comunque la gran parte del lavoro ovviamente lo svolgevo io. All'età della scuola materna facevano ordine i bambini con l'aiuto della mamma. Quando i miei figli passano alle elementari, tocca a loro sistemare la loro camera, mettere a posto dopo aver giocato etc. E più avanti vengono sempre più coinvolti nei lavori casalinghi, come preparare i pasti o pulire gli spazi comuni della casa. Tutto quello ha lo scopo di farli capire che la famiglia siamo tutti noi 5.
Se invece vogliamo parlare dell'ordine, la casa nostra non è perfettamente pulita. Io stessa non sono perfettamente ordinata e mi capita di lasciare le cose in giro per la casa. A volte lo dico con il sorriso ai miei figli, specialmente se cerco qualcosa che chissà dove ho appoggiato. I figli non sono uguali e hanno la percezione della pulizia diversa anche tra di loro. La più grande è molto ordinata, la figlia più piccola non mette in ordine quasi mai che può diventare anche il motivo di scontri tra loro due, visto che hanno la camera in comune. Invece il più piccolo crede ancora che tutto lo spazio disponibile di pavimento è suo.
Mi ricordo la storia che mi ha raccontato mia mamma e che riguardava la famiglia della sua dentista che aveva una figlia. La figlia era bravissima a scuola e all'università ed è diventata anche una bravissima dottoressa. Solo che sua mamma, così orgogliosa della ragazza che si impegnava tanto nello studio, non le ha mai chiesto di fare qualcosa in casa. La signora ha raccontato tutto a mia mamma quando sua figlia si era già sposata, lavorava con successo ma comunque senza aver cambiato il suo atteggiamento con i compiti domestici: a casa viene servita da suo marito. La dentista della mia mamma si è pentita delle sue scelte educative che non hanno portato sua figlia ad essere una persona autonoma.
Secondo voi mia figlia di 13 anni che è capace di fare uno scialle splendido come questo (mancano ancora le frange), non riesce ad apparecchiare la tavola per la cena?




Buon weekend a tutti. B.

lunedì 17 luglio 2017

Cosa c'è da mangiare e altre questioni importanti

Mamma, cosa c'è da mangiare? - è una domanda che sento ogni santo giorno un bel paio di volte. So che dentro quella domanda c'è il sospetto (fondato, lo ammetto) che per pranzo o per cena  sarà servito un piatto non molto gradito da uno dei miei figli. Capita raramente che tutto piaccia a tutti e a tavola spesso si vedono smorfie e si sentono sbuffi. La gran parte dei bambini preferisce mangiare le stesse tre cose che conosce e non è interessata a scoprire il mondo dei sapori nuovi. I miei figli non sono più piccoli perciò ogni tanto gli  propongo un pasto nuovo che comunque raramente ottiene l'approvazione di tutti. Ogni tanto disperata invito i miei figli in cucina per preparare da mangiare insieme, per far capire loro il piacere e la fatica di cucinare.
Quest'anno abbiamo nell'orto i peperoni friggitelli, io e i bambini non li conoscevamo. La prima volta li ho cotti al forno solo con un po' di olio e sale. Purtroppo li ha mangiati solo Anna che la seconda volta mi ha aiutato a preparare i friggitelli ripieni di mozzarella. 




Invece  Ewa quest'estate ci prepara i dolci. Ricette per torte buonissime si trovano dappertutto ma non tutte si possono "sglutinare". Avevamo voglia di un dolce nuovo e Ewa si è messa a cercare qualche ricetta senza glutine non italiana. Ha scelto la ricetta di Coconut squares (Quadrotti al cocco) dal sito Good housekeeping (la trovate qui), l'ha tradotta e da sola ha preparato quel dolce che ci è piaciuto tanto.




Non solo di pane vive l'uomo e anche noi non stiamo sempre in cucina. 
Una domenica siamo andati a vedere uno dei sentieri del Cammino di San Vicinio.  Di San Vicinio non si sanno tante cose ma fu il primo vescovo di Sarsina, dove si trova il santuario a lui dedicato. Il Cammino è lungo 400 km diviso in 14 tappe, 4 deviazioni e 3 collegamenti, per noi non è  fattibile percorrerlo tutto ma comunque eravamo curiosi se è possibile farci una camminata con i nostri ragazzi lungo qualche sentiero. Ho scelto la deviazione 14a Fonte San Vicinio-Nuvoleto-Linaro. Devo dire che  dal libriccino trovato alla IAT di Cesena non si capiva bene dove si trova la Fonte di San Vicinio allora siamo andati a Montesorbo, dove c'è una bellisima antica pieve di Santa Maria Annunziata.




Nella foto non si vede, ma all'arrivo a Montesorbo, abbiamo trovato una grande nuvola nera sopra le nostre teste, con tanti di quei tuoni che spaventavano i bambini. Quel giorno le previsioni non davano la pioggia e infatti dappertutto il cielo era sereno, tranne sopra Montesorbo. Per capire dov'è la Fonte di San Vicinio ci è voluto però l'aiuto di un agricoltore che abbiamo incontrato per la strada. 




La Fonte di San Vicinio è un posto bellissimo ma non abbiamo fatto la camminata lungo il sentiero che, essendo poco frequentato, non si presentava adatto ai bambini, peccato. 

Se camminare fa bene, lo fa altrettanto ascoltare la musica e il canto. E' il secondo anno che andiamo al Ravenna Festival per ascoltare i cori di bambini e ragazzi provenienti da tutto il mondo. 




Il 6 luglio al Teatro Alighieri di Ravenna abbiamo ascoltato e guardato (perché balla benissimo, ha coreografie stupende!) il Chicago Children's Choir (il blog del tour italiano del Coro lo trovate qui). L'applauso alla fine del concerto era così lungo e caloroso che i ragazzi del coro, che erano già andati dietro le quinte, sono ritornati vestiti con delle magliette semplici che usano durante il viaggio per offrirci un altro canto. Di quella serata ci rimangono emozioni indimenticabili.
Buona settimana a tutti. B.


Mamo, co jest do jedzenia? - to pytanie, które często słyszę. W tym pytaniu jest ukryte podejrzenie dziecka, że  przygotowany obiad lub kolacja nie będą mu smakować. Rzadko się zdarza, aby jakieś danie smakowało wszystkim domownikom. Od czasu do czasu proponuję moim dzieciom  coś nowego i zapraszam ich do kuchni na wspólne przygotowanie posiłku. W tym roku w warzywniku mamy zielone papryczki, których spróbowała niestety tylko Anna, ona też pomogła mi przygotować je po raz drugi, nadziewane mozzarellą. Za to Ewa w te wakacje przygotowuje nam słodkości. Sama znalazła przepis na ciasto na angielskiej stronie Good housekeeping, przetłumaczyła go i upiekła samodzielnie coconut squares. A ponieważ nie samym chlebem człowiek żyje, więc i my nie siedzimy cały czas w kuchni. Którejś niedzieli wybraliśmy się na szlak pielgrzymkowy przebiegajęący niedaleko nas., który nazywa się Cammino di San Vicinio. Wybrałam odcinek odpowiedni na spacer z dziećmi, ale nawet zaopatrzeni w broszurę z ośrodka informacji turystycznej nie mogliśmy znaleźć źródełka tego Swiętego, do którego chcieliśmy dotrzeć. Pomógł nam w tym przpadkowo spotkany rolnik. Niestety szlakiem się nie przeszliśmy, bo jako mało uczęszczany był prawie zarośnięty, szkoda. Nie tylko chodzenie dobrze człowiekowi robi, równie pożyteczne może być słuchanie muzyki i śpiewu. Już po raz drugi pojechaliśmy na festiwal do Rawenny, aby posłuchać chórów dziecięcych z całego świata. 6 lipca wysłuchaliśmy i obejrzeliśmy (bo świetnie tańczy) Chicago Children's Choir, który podarował nam niezapomniane emocje.
Dobrego tygodnia, B.